Artroscopia e Chirurgia Articolare del Ginocchio

Hai un dolore al ginocchio improvviso e ingiustificato? Potrebbe essere un edema osseo

Mi sono svegliata un mattino e,senza aver fatto nulla di particolare, ho sentito un dolore acuto improvviso al ginocchio…..per qualche giorno si è attenuato, ma adesso è cosi’ intenso da non riuscire piu’ a camminare”.

Questa è un racconto che ascoltiamo spesso nei nostri studi o nei nostri ambulatori.I pazienti sono generalmente sia uomini che donne, hanno un’eta’ che nella maggior parte dei casi supera i 55 -60 anni. Se si indaga un po’ di piu’ si scopre che magari nelle settimane precedenti alla comparsa del dolore hanno svolto qualche attivita’ quotidiana o sportiva piu’ intensa ,ma senza subire alcun evento traumatico evidente.

CHE Cos’ E’ L?EDEMA OSSEO E COME SI SVILUPPA?

Le radiografie sono nella maggior parte dei casi normali o rivelano un inizio molto sfumato di artrosi. Il dolore che riferiscono questi pazienti, soprattutto nelle fasi iniziali, peggiora di notte ,tanto da disturbare il sonno.

I pazienti sono convinti che si tratti di una rottura del menisco. Molto spesso si presentano gia’ con una RMN ,magari fatta pochi giorni dopo la comparsa del dolore , che descrive una lesione di vario genere del menisco .

E invece nella maggior parte dei casi questi sintomi sono dovuti ad una causa diversa: l’EDEMA OSSEO.

Ma Che cos’è l’EDEMA OSSEO? E’ uno stato di sofferenza dell’osso del femore o della tibia o di entrambe, adiacente all’articolazione del ginocchio. In quella zona l’osso è come se perdesse di consistenza ,di contenuto di calcio, diventa meno resistente e ovviamente inizia a far male.

Ma perché tutto cio’ accade e d’improvviso? L’edema osseo puo’ essere considerato un segno di un iniziale cedimento strutturale del ginocchio con un quadro di artrosi. 

In queste situazioni, i menischi iniziano a essere meno resistenti, le cartilagini piu’ usurate; funzionando di meno questi ammortizzatori , si crea un sovraccarico sull’osso sottostante, che a un certo punto puo’ creparsi. E’ un meccanismo simile a quello che avviene in certi muri quando si apre una piccola crepa. La crepa scatena un meccanismo di sofferenza dell’osso con lo sviluppo dell’edema e quindi del dolore

COME SI DIAGNOSTICA?

La RMN è l’esame che permette di fare diagnosi. Ma attenzione!!! Se la RMN viene fatta troppo precocemente ,puo’ risultare negativa. Occorre pertanto eventualmente ripeterla 6 settimane dopo la comparsa del dolore ,periodo in cui, il segnale diventa positivo.

COME CURARLO?

L’edema osseo puo’ essere curato senza alcun intervento chirurgico. 

Anzitutto il paziente deve iniziare a camminare con due stampelle riducendo il carico sul ginocchio interessato per almeno 40-60 giorni ,in modo da non sovraccaricare un osso gia’ sofferente.

E’ stata inoltre validato un protocollo di trattamento farmacologico, nato dalla collaborazione fra il dr.Varenna (reumatologo dell’Istituto Gaetano Pini di Milano) e il dr.Berruto ,che consiste nella somministrazione per via endovenosa di un farmaco normalmente uilizzato nel trattamento dell’osteoporosi (Nerixia) ,che ad alti dosaggi si è rivelato efficace nel trattamento dell’edema osseo. Il paziente deve sottoporsi a 4 endovene di questo farmaco ( 2 per settimana) ,ovviamente in regime di day hospital ospedaliero. A 2 mesi dalla fine del trattamento si ripete una RMN per valutare l’efficacia di questo trattamento. In piu’ dell’80% dei pazienti l’edema regredisce e il dolore scompare.

E SE L’EDEMA NON GUARISCE? Quando la diagnosi non viene fatta precocemente , o nei casi in cui l’edema è secondario ad un processo di Osteonecrosi, è possibile che la terapia farmacologica non sia efficace .In questi casi puo’ residuare un’area di edema persistente o una sofferenza di osso e cartilagine nella sede dell’edema (Osteonecrosi) 

Nel primo caso si puo’ utilizzare una tecnica innovativa (che il dr.Berruto utilizza da alcuni anni) che si chiama subcondroplastica (Fig.30 ): significa in parole povere riempire e rinforzare la zona dell’edema con un cemento che viene iniettato con delle apposite siringhe.

Nel secondo caso (Osteonecrosi), se il dolore persiste , è necessario l’impianto di una protesi monocompartimentale

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